Sanremo: se il Greenwashing diventa lo sfondo della nostra cultura pop

Guardiamo Sanremo per le canzoni, per i fiori, per le polemiche sul televoto. Ma mentre siamo rilassati sul divano, unโ€™infrastruttura invisibile sta lavorando per noi: la pubblicitร . E non parlo della vendita di un prodotto, ma della costruzione di ciรฒ che consideriamo “normale”.

Se un colosso fossile sponsorizza l’evento che piรน amiamo, il nostro cervello smette di percepirlo come un problema e inizia a vederlo come un compagno di viaggio. In comunicazione, questo ha un obiettivo preciso: normalizzare attraverso l’emozione.

Perchรฉ Amsterdam ha detto basta

Maggio 2026 segna una data storica: Amsterdam bandirร  ufficialmente la pubblicitร  di voli low-cost, carne e combustibili fossili dagli spazi pubblici. Il parallelismo con il bando del tabacco del 1962 รจ evidente. Prima di Amsterdam, lo hanno fatto altre cittร  in Olanda, nel Regno Unito, in Svezia, in Australia. Non si tratta di impedire alle persone di scegliere, ma di smettere di usare lo spazio pubblico per glorificare ciรฒ che รจ dannoso per la salute collettiva.

In Italia lo ha fatto Firenze, di recente. Ma nel frattempo, ci prepariamo a un Festival da 70 milioni di euro di raccolta pubblicitaria. Una cifra che solleva una domanda etica inevitabile: รจ giusto che il Servizio Pubblico diventi la cassa di risonanza per brand in palese contrasto con gli obiettivi climatici europei?

La trappola della Dissonanza Cognitiva

Perchรฉ non ci indigniamo subito quando vediamo un logo petrolifero tra i fiori dell’Ariston? Il nostro cervello cerca coerenza:

  • Punto A: Sanremo รจ festa, gioia e identitร  nazionale.
  • Punto B: quella gioia รจ pagata da chi sta accelerando la crisi climatica.

Accettare entrambi i punti crea un conflitto fastidioso. Per risolverlo, semplifichiamo: accettiamo la narrazione “green” dello sponsor per non rovinarci il piacere della serata. Il marketing non punta a convincerci che il petrolio sia buono, ma a neutralizzare la nostra preoccupazione.

Voi cosa ne pensate? รˆ arrivato il momento di applicare il “modello Amsterdam” anche ai nostri grandi eventi nazionali o credete che il finanziamento alla cultura debba prevalere su ogni valutazione etica?

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